Curare migliorando la situazione abitativa: le storie di Anna e Pierino

Daniela Margaroli e Emilio Colomberotto, infermieri Sostegno abitativo del Servizio per le dipendenze da sostanze


Sono numerosi e differenziati gli interventi che svolgiamo per migliorare la situazione abitativa, personale e di salute dei nostri pazienti coinvolti da un problema di #dipendenza da sostanze. Interventi che spaziano dall’aiuto domestico, all’aiuto per la spesa, all’attivazione di una rete di sostegno (medico internista, infermiere privato, servizio domiciliare, fisioterapisti, hospice, ecc.), agli interventi puramente infermieristici, ma anche uscite per il pranzo o il restare al domicilio del paziente per confrontarsi su una situazione specifica che lo condiziona in quel momento del suo vivere.

Multitasking, inteso come l’eseguire più interventi contemporaneamente con la collaborazione (o senza) del paziente stesso, questo è il concetto che ci viene in mente quanto pensiamo al lavoro del sostegno abitativo che ci vede impegnati ormai da due anni presso l’Antenna Icaro di Muralto e Bellinzona.

Attraverso due esempi anonimi e con nomi di fantasia vogliamo raccontarvi nello specifico il nostro lavoro, nell’intento di far comprendere l’importanza di questo progetto, sia per il paziente che, di conseguenza, per tutta la società.


La Signora Anna viene inviata al nostro Servizio dal medico curante. La problematica annunciata è la dipendenza da alcol e, sporadicamente, da altre sostanze.

Come concordato durante le prime settimane di presa a carico, Anna si presenta giornalmente al Servizio. Osservandola nell’igiene e nell’abbigliamento ci sorge subito il dubbio che potrebbero esserci difficoltà anche in altri ambiti. In accordo con la paziente la inseriamo quindi nel progetto di sostegno abitativo, il cosiddetto PSA.

Da subito la nostra entrata nel suo spazio abitativo rivela una situazione di degrado igienico personale e alimentare molto preoccupante. La paziente non sembra rendersene conto e questa acriticità pone inizialmente dei freni al nostro intervento.

Con il trascorrere delle settimane l’aggancio relazionale migliora e ci permette di iniziare, con l’aiuto molto parziale della paziente stessa, a ripristinare e mantenere, seppur con fatica, un minimo di decoro abitativo.

Malgrado i nostri sforzi attivi nella pulizia dell’appartamento, nello smaltimento di alimentari scaduti da mesi o di rifiuti di ogni tipo, la situazione igienica resta insufficiente e la presenza di un cane e due gatti - che non uscendo mai di casa non possono far altro che lasciare segni di sé in ogni dove - non fa altro che aggravare la situazione.

Siamo in impasse. Ci viene in aiuto un infortunio della paziente che la obbliga ad un ricovero prolungato in ospedale. Durante questo periodo di ricovero, sempre in accordo con la paziente, intensifichiamo il contatto con il medico curante con il quale collaboriamo attivamente per far intervenire, da un lato una ditta specializzata di pulizie per la bonifica dell’appartamento, dall’altro l’Autorità regionale di protezione. L’intervento collaborativo di rete che è seguito ha portato ad attivare, oltre ad un curatore, una serie di servizi alla paziente in ambito sanitario, alimentare, e igienico che per il momento riesce a garantire al domicilio la paziente in una condizione dignitosa.


Il Signor Pierino è un paziente seguito dal nostro Servizio ormai da tanti anni, in cura metadonica e ben inserito anche nell’accoglienza dell’Antenna.

Socievole ed empatico con tutti a tal punto che a volte non è facile accorgersi dei bisogni che potrebbe avere. Ci capitò di portargli la terapia a casa perché non stava bene e in quell’occasione ci siamo accorti della pessima situazione abitativa. Non aveva un piumino e nemmeno delle fodere per il cuscino. I vetri delle finestre erano opachi per lo sporco ed in ogni dove c’era sporcizia, al punto di non sapere dove sedersi. In accordo con lui ed il suo operatore di riferimento, gli è stato proposto il sostegno abitativo con l’obiettivo di aiutarlo a sistemare il piccolo appartamento.

Dopo i primi tentennamenti e sicuramente un po’ di vergogna per lo stato in cui versava il suo appartamento, Pierino si è attivato e ci siamo così divisi i compiti; chi spolverava, chi lavava i piatti, chi passava l’aspirapolvere e chi lo straccio.

Durante un intenso periodo durato oltre sei mesi, Pierino stesso, al nostro arrivo al mattino, era già pronto e ci aspettava per iniziare le pulizie. L’intervento si è rivelato molto importante soprattutto dal punto di vista dell’attivazione delle risorse del paziente e della sua collaborazione.

Ora Pierino ha cambiato appartamento e da diversi mesi vive in uno più grande e più comodo. Il nostro intervento avviene regolarmente ogni due settimane. Ogni volta che arriviamo al suo domicilio abbiamo sempre ricevuto la sua collaborazione, al punto che negli ultimi mesi gl’interventi sono stati minimi e a volte di semplice monitoraggio della situazione.

Pierino si occupa oggi di sistemare da solo la casa e questo ci permette di avere più tempo per fare, ad esempio, la spesa o altre attività insieme.

Il nostro operare sul terreno in prima persona, coadiuvato da tutta l’équipe del #Servizio per le #dipendenze da #sostanze, e l’agire degli altri attori della rete, rivestono un’importanza primaria ed imprescindibile.

Senza questa intensa collaborazione gli obiettivi che ci siamo prefissati saranno difficilmente raggiungibili. Assieme crediamo che sia nostro dovere perseverare in ciò che il paziente, la rete e noi abbiamo pianificato. La perseveranza permetterà ai pazienti ed ai terapeuti di ottenere dei risultati gratificanti, anche se per raggiungerli sarà necessario un tempo discretamente lungo.


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Il Servizio per le dipendenze da sostanze dell’Associazione Comunità familiare opera su mandato cantonale attraverso le attività di Antenna Icaro e Centro di competenza (a Bellinzona e Muralto) e di Laboratorio21 (ad Arbedo-Castione). L'attività di sostegno abitativo è organizzata e gestita dall'èquipe di AntennaIcaro- Centro di competenza.

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